Cos'è
Il 18 aprile si inaugura presso l’Oratorio Santa Maria Assunta di Spinea la doppia esposizione Orizzonti di sguardi con opere di Bonizza Modolo e Guerrino Dirindin, terzo evento di Trame di sguardi, Rassegna di arte contemporanea 2025/2026 del Comune di Spinea (VE). La rassegna è curata da Santina Ricupero in collaborazione con l’associazione culturale veneziana Contemporis ETS.
titolo mostra:
Orizzonti di sguardi
Bonizza Modolo – Guerrino Dirindin
curatore: Dino Marangon
critico e storico dell’arte
inaugurazione: sabato 18 aprile 2026, ore 17,00
in Oratorio Santa Maria Assunta
sedi espositive: Oratorio Santa Maria Assunta: Guerrino Dirindin
Oratorio Villa Simion: Bonizza Modolo
presentazione: Dino Marangon
durata mostra: 18 aprile – 9 maggio 2026
orari: da giovedì a domenica 15.30-19
sabato, domenica e venerdì primo maggio anche mattina 10.00-12.00
Bonizza Modolo
Cresciuta in una famiglia di artisti, Bonizza Modolo ha costruito la propria formazione nelle istituzioni più rinomate d'Italia e d'Europa, fino a trovare nella calcografia - e più in generale nelle tecniche di incisione - il linguaggio più autentico della sua espressione creativa. Oggi il suo atelier a Creazzo di Vicenza è testimonianza viva di questo percorso.
In Oratorio Villa Simion, insieme a una serie di incisioni eseguite con la tecnica dell’acquaforte, acquatinta e interventi di puntasecca, espone alcuni raffinati libri d’artista dedicati a Simone Weil, Davide Maria Turoldo e Francesca Ruth Brandes. Sono opere che manifestano il forte legame della personale ricerca artistica con la letteratura e in particolare la poesia, già a partire da titoli quali Improvviso, Contrappunto, Tempo sospeso. Il suo amore e interesse per la poesia convive con una attenta sensibilità e denuncia dei drammi quotidiani in opere quali Altri orizzonti e Mediterraneo.
Guerrino Dirindin
Dialoganti con gli affreschi trecenteschi dell'Oratorio di Maria Assunta e le sue cromie, Guerrino Dirindin espone sculture a parete e sculture nello spazio, fra cui Il Navigante, dal forte impatto visivo ed emotivo, simbolo di tutto il suo operare che rimanda alla terra e all'evocazione di sacre ritualità. Come scrive Dino Marangon in Terra viva, Dirindin usa la terra cruda, un materiale vivo che modella con sapienza e maestria, scegliendo composizioni, colle e mescolanze diverse, curando l'adesione ai supporti, calcolando temperature e tempi di essiccazione. Un fare antico, quasi rituale, che trova radici profonde nella sua stessa storia: «Nasco a Pordenone il 9 febbraio 1950 da una famiglia di navigatori che dalla notte dei tempi solcava i grandi mari e dalla Serenissima ha risalito tutti i fiumi del Nord-Est. Stordito dal profumo della terra e dal ricordo, forse del mare sognato, come uno sciamano, esternando luci ed ombre, do forma e colore alle mirabolanti visioni che ho in eredità nelle carni.»
Mostre a seguire
Marco Ferri/Eleonora Rossi
Scritti critici e presentazione: Gabriele Salvaterra e Marta Michelacci
15 maggio-7 giugno 2026
A chi è rivolto
Cittadinanza
Date e orari
18 apr
09
mag
Costo
Gratuito
Luogo
Punti di contatto
Allegati
Ultimo aggiornamento: 25 marzo 2026, 09:51